6.4 - 5.5.2013



Gisèle Gilgien

 
Caravaggiomania, pitture


dal 6 aprile al 5 maggio 2013

inaugurazione sabato 6 aprile 2013 dalle ore 16.00

con presentazione di Elisa Malinverni

Il titolo di questa esposizione non è un caso. “Il fascino per le opere di Caravaggio si è presto trasformato in ossessione”, dice l'artista creatrice, Gisèle Gilgien. Attratta dall'effetto discrepante delle scelte formali del Caravaggio  dedica un'intera serie al grande maestro alludendo agli impulsi contraddittori suscitati da lui nello spettatore: la scissione interiore tra emozione ed intelletto, tra l'intuito metafisico e la scienza cognitiva. 

La nostra prima reazione a un quadro di Caravaggio è istintiva, dice l'artista. Siamo confusi, turbati, disorientati. Il chiaroscuro si prende gioco di noi, svela solo parzialmente. Le figure sono realistiche, senza aura né classica né sublime, il loro portamento è torto e bizzarro. Vogliamo comprendere, servendoci dunque, all'occorrenza, delle nostre facoltà analitiche e intellettuali – reazione così inerente all’essere umano, eredità di un umanesimo europeo tuttora presente nella nostra cultura-.

Nella sua serie Caravaggiomania, Gisèle Gilgien va oltre. Supera l'ambiguità del suo modello frammentando ed estraendo vari aspetti dell'opera del maestro barocco, così aumentando, nelle vedute parziali, il senso del velato e con ciò, la voglia di svelare, il voyeurismo. In questa serie vediamo dunque ad esempio un chiaroscuro esagerato, una riduzione estrema, con la sola figura praticamente nascosta. Altri quadri alludono all'ambiguità tra la tematica sacra e profana, al voyeurismo, mettendo in evidenza solo alcune parti del corpo – estratti dei dipinti del Caravaggio-. Questi ultimi sono inquadrati da tele monocrome, affinché possa spiccare il lato androgino delle figure. Altri aspetti del Caravaggio accentuati nei quadri di  Gisèle.Gilgien sono: il realismo delle figure, basato anche sulla biografia dei suoi modelli, lo spirito vagabondo del Caravaggio stesso, e gli stati d'animo del Caravaggio, ad esempio emozioni legate alla fuga o alla morte.


Gisèle Gilgien (nata Vidal) nasce a Strasburgo e trascorre la sua infanzia e adolescenza in posti alquanto diversi come il Marocco, l'Alsazia e a Porrentruy (Giura).
A Berna l'artista studia alla Scuola di Belle arti e ottiene il diploma d'insegnante di arti figurative nel 1972.  Dal 1973 al 1983 partecipa alla fondazione della scuola di pittura a Thun. Dal 1980 al 2002 insegna con passione alla scuola magistrale Marzili di Berna, per poi passare formazione professionale degli insegnanti dell’obbligo fino al 2005. Infine insegna alla Pädagogische Hochschule di Berna fino al pensionamento anticipato nel 2009.
Da più di trent'anni  Gisèle Gilgien espone i suoi dipinti in mostre individuali e di gruppo in tutta la Svizzera. Vive e lavora a Thun: una residenza secondaria di famiglia a Sessa le permette di vivere con piacere anche in Malcantone e nel nostro cantone.

comunicato stampa
Gilgien_01 Gilgien_02 Gilgien_03
serie Ritratti: Golia, 30x30
Gisèle Gilgien
CARAVAGGIOMANIA
La prigione 120x120
Gilgien_04 Gilgien_05 Gilgien_06
serie Ritratti: Maria Maddalena, La Medusa, Giuditta, Golia, Bacco malato, Adolescente 6x30x30
S. Gerolamo, trittico 3x60x50
David, tre dittici 2x50x60
Gilgien_07 Gilgien_08 Gilgien_09
La Natività, tela sospesa, 156x120
Bergamo, Milano, Roma, La Valletta, Siracusa, Napoli 6x50x50
Le sette opere di misericordia, tela sospesa, 156x120

officinaarte

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