COMUNICATO STAMPA
GIANLUCA MONNIER La sintonizzazione del vuoto

da sabato 17 gennaio a domenica 15 febbraio 2004
Officinaarte, via Cantonale 57 CH-6983 Magliaso (Lugano)
orari:
sabato e domenica 14.00 17.00
mercoledì 20.00 22.00
per visite fuori orario rivolgersi a +41(0)91 606 4602.
vernice sabato 17 gennaio ore 16.00
GIANLUCA MONNIER La sintonizzazione del vuoto
video e installazioni
Gianluca Monnier si è presentato con la prima personale nel 1998 a Chiasso con "Pixel", uninstallazione su manifesti pubblicitari.
Sono da segnalare, tra le altre, le tre collettive del 2003:
"Ya pas photo" alla Dot Galerie di Ginevra, la partecipazione alla LISTE 03 di Basilea con il Centro dArte Contemporanea Ticino "special guest at Liste 03" e a "Che cè di nuovo?" La scena artistica emergente nella Svizzera italiana al Museo cantonale di Lugano.
Il gallerista Mario Casanova del CAC Ticino di Bellinzona ci illustra qui di seguito il lavoro di Monnier che compone la prima esposizione del 2004 negli spazi di Officinaarte.
Lopera di Monnier è prevalentemente rivolta al video, senza però che questo mezzo identifichi lautore quale videasta o videoartista. Ed è proprio questa sua peculiarità senza il bisogno di ricorrere a particolari metafore- a renderlo un artista multimediale vero. Non certo perché si avvale accostandoli- di videocamera, azioni con affissioni di manifesti in contesti urbani e/o installazioni di diversi mezzi, insomma- ma soprattutto perché luso del mezzo di produzione audiovisivo che egli predilige e utilizza particolarmente bene, si riconduce a ben altra interpretazione e fruizione/utilizzo dei mezzi della comunicazione contemporanea generalizzata.
Molti sono oggi gli schermi che proiettano messaggi visivi cinetici e filmici, così come molteplici sono le modalità di utilizzo e di resa dei contenuti; dal cinema alla televisione e allo schermo del computer, che ci apre le porte di una comunicazione telematica, laddove il tempo viene azzerato per dare vita ad una pià pura, libera e immediata, quanto spersonalizzata, comunicazione.
Le opere video di Monnier sono quindi icone ibridate da una sempre maggiore invasione dellinformazione sonora e visuale, divenendo allinterno del mercato dellinformazione- un esempio paradossale di arricchimento tecnologico del mezzo di produzione a scapito di un arricchimento dei valori.
La narrazione filmica, il videoclip, il documentario e linflusso della comunicazione telematica sono gli stili che Monnier usa per definire il proprio linguaggio, senza però staccarsi mai da una tradizione pittorica per quanto riguarda la figura e i suoi simboli. Essi diventano messaggi personalizzati nellelaborazione tecnica e nella sua bravura a sospendere in qualche modo il tempo, stigmatizzando in tal senso luniverso di Internet e la sua infinita rete di scambio e contemplando quasi fosse una via duscita- luniverso mistico.
Negli spazi di Officinaarte lartista presenta tre opere video, di cui una, Warrior (2000) già mostrata lestate scorsa in una collettiva dal titolo Che cè di nuovo? svoltasi al Museo cantonale darte di Lugano e a Basilea in occasione di LISTE 03.
Anche qui la pièce è presentata in monitor e mostra lartista sovente anche protagonista dei suoi video- che brandisce ormai la parabola satellitare come unarma, unalabarda, strumento qui usato per difendersi da ciò che la parabola permette; cioè la comunicazione. Il video non sviluppa una narrazione ma è quasi un clip monovisivo; e silente, ad indicare così il grido muto e limpotenza delluomo di fronte alla dittatura della comunicazione mediatica.
Attorno a questa miniatura che dà inizio alla mostra, cresce tutto il percorso espositivo con la presentazione di altre due opere; Link (2000) -in proiezione su muro- e uninstallazione inedita titolata The News Bell (2003).
Anche in questi due casi, pur dando corpo ad una maggiore narrazione attraverso un bel montaggio,
Gianluca Monnier ribadisce il suo statuto di crociato contro luniverso mediatico, facendo uso di tagli e montaggi particolari e schizofrenici, ripetendo più volte una scena o una sequenza e adattando il sonoro di conseguenza e con gli stessi criteri.
Con Link -proiezione su muro- lartista presenta un filmato girato a Berlino, dando risalto al montaggio di riprese proprie. PRAY, BETA, META, LIFE, PLAY sono parole chiave che compaiono allinizio del video: unico dialogo del filmato, codici di un vano tentativo di trasformare icone in simboli. Leffetto metafisico che lautore riesce a trasmettere in maniera convincente, in unopera per così dire giovanile, si ottiene grazie ad una minuziosa costruzione dei tagli. Per la prima volta in un suo lavoro, Monnier raggiunge un equilibrio tra immagine e sonoro, tra copione e libera espressione.
The News Bell è unopera nuova, uninstallazione sonora. Essa è laccostamento e assemblaggio di parabole satellitari a disegnare la forma di una campana appesa al soffitto. Le parabole, anziché verso lesterno, sono rivolte allinterno, evidenziando così limpossibilità di captare le informazioni e dando un senso di incertezza e dinstabilità, dimplosione psicologica. La campana richiama; ma è pure nella tradizione- uno strumento di richiamo religioso e/o del mondo della purezza dellanima.
La campana di Monnier, tuttavia, è muta, perché impotenti sono gli strumenti, le parabole che permettono la propagazione e il richiamo. Il batacchio sospeso nella campana è un monitor penzolante nel quale lartista proietta un suo lavoro video, che altro non è, in gran parte, che il recupero e il montaggio di frammenti di filmati tratti dal mondo televisivo. Il sonoro è semplicemente una metafora elettronica quindi falsificata- del suono reale di una campana
Nelle insofferenti visioni di Gianluca Monnier accostati ad una asciutta coerenza stilistica- troviamo tutti quegli elementi dequilibrio quali la passioni e il pensiero, ???
Mario Casanova
