
Artisti e collaboratori del Gruppo =1
Titolo esposizione: =1 (parte 1., 1998)
Artisti: Karen Biasca, Marisa Casellini, Dina Moretti, Flavia Zanetti
Luogo: Aeroporto di Lugano-Agno
& Officinaarte, Magliaso
Data: 6-27 novembre 1998
Documentazione: elenco delle opere esposte
(pdf) ; invito-locandina (pdf) ; descrizione
esposizione: versione tedesca (pdf) e versione
inglese (pdf)
Descrizione: La mostra =1 è il risultato di un anno di
lavoro, di collaborazione e, fortunatamente, anche di sostegno da parte di Enti
e Ditte che si sono prodigate per la buona realizzazione di quest’esposizione.
L’=1 è stato un tentativo di sommare quattro unità,
quattro sforzi individuali, quattro esperienze di vita per ottenere un’idea
che prendesse corpo in un lavoro. Molti furono gli interrogativi iniziali e
le discussioni per cercare di centralizzare le nostre energie e trovare una
sorta di “fil rouge” comune attorno al quale lavorare. Fin dalle prime
battute ci siamo rese conto della complessità della comunicazione: abbiamo
dovuto innazitutto liberarci di una visione egocentrica delle cose per poterci
mettere in autentica relazione con noi stesse e col lavoro. In un momento di
evoluzione tecnologica come quello odierno, in cui sembrano superati tutti i
limiti della comunicazione, ci accorgiamo di come, invece, la comunicazione
più autentica tra gli esseri umani è sempre la più sfavorita
e la più difficile da instaurare. =1 è stato il titolo
che abbiamo voluto dare alla mostra, ma è stato anche l’accettare
una sfida. Il lavorare assieme ad un’unica opera richiede volontà
e ricerca di comunicazione prima di tutto con noi stesse, poi tra noi, per arrivare
al pubblico. Il primo impegno è stato quindi quello di cercare di realizzare
l’=1 in noi stesse tentando di porre in armonia l’essere con
fare, la materia con lo spirito. L’Aeroporto ci è subito sembrato
il luogo di partenza ideale. Questo luogo può infatti essere visto come
insieme di individualità che vivono in modo molto concreto il rapporto
spazio-tempo. Il lavoro con l’uso dello specchio ci ha permesso di focalizzare
il rapporto spazio-tempo suo “qui e adesso”. Lo specchio ti obbliga
alla sosta, ti obbliga a fermarti e rimanda l’immagine del “qui e
adesso” che va a completare il “dove e quando” suggerito dall’Aeroporto.
Il pozzo ci è sembrato la concretizzazione migliore di quest’idea.
Il pozzo permette di celare la visione del fondo riservandola solo a coloro
che permettono alla loro curiosità di lasciarsi guidare per guardare
fino in fondo. Tutto ciò si carica di contenuti: accanto alle certezze
sorgono dubbi e domande. Il pozzo richiama alla profondità della Terra
e ciò che vi si riflette richiama la profondità del Cielo: un
collegamento tra cielo e terra che ben ritroviamo anche nell’immagine dell’Aeroporto.
Dopo questa prima parte di lavoro comune, la nostra creatività è
stata sollecitata ad elaborare ulteriormente queste idee riportando il tutto
ad una dimensione individuale di approfondimento. E questo è il lavoro
presente in Galleria. La proiezione di una video-registrazione degli “spettatori
di se stessi” ci è sembrata una buona opportunità per porre
lo spettatore, che prima era concentrato su se stesso, fuori da sé completando
la visione di sé per rapporto a ciò che ci circonda. Da questa
visione abbiamo poi allestito una sala della Galleria presentando interpretazioni
del tutto personali di uno o più vissuti, arricchite dda questa nuova
esperienza che ci ha dimostrato e speriamo dimostri, tra l’altro, la possibilità
di unità nella molteplicità.
Titolo esposizione: =1 (parte 2., 1998)
Artisti: Karen Biasca, Marisa Casellini, Dina Moretti, Flavia Zanetti
Organizzazione: Università della Svizzera Italiana (USI)
Luogo: USI, Lugano
Data: 9-25 novembre 1998
Descrizione: L’esposizione =1 – dopo l’Aeroporto
di Lugano-Agno e l’Officina arte di Magliaso – è riproposta
all’Università della Svizzera Italiana (Centro Civico) nel parco
e nell’atrio del primo piano.
Titolo opera: Paline (parte 1., 2000)
Tipologia: installazione
Artisti: Karen Biasca, Marisa Casellini, Dina Moretti, Flavia Zanetti
Manifestazione: Marcia Mondiale delle Donne
Organizzazione: Donne per la Pace ;
Comune di Bellinzona
Luogo: Piazza del Governo, Bellinzona
Data: 18 marzo 2000
Altri siti: http://www.marche-mondiale.ch/
Documentazione: Maria Will, “Sebben che siamo donne” in Azione,
15 marzo 2000 ; Gianluigi Bellei, “Quattro artiste per la pace fra costruzione
e simbolismo” in La Regione Ticino, 1 aprile 2000.
Descrizione: Il lavoro presentato a Bellinzona in piazza del Governo
è parte integrante delle manisfestazioni per la Marcia Mondiale 2000
delle Donne Ticino. Si tratta di un lavoro basato sull’essenzialità:
esso è infatti costituito da quattro grossi pali conficcati obliquamente
in un cerchio di terra, nelle posizioni corrispondenti ai quatto punti cardinali.
Di lettura immediata sono il cerchio (terra), il quadrato (i cui spigoli sono
marcati dai quattro punti di contatto dei pali con la terra) e l’obliquità.
È sul dialogo delle diverse componenti simboliche di questi elementi
che si articola in modo armonico l’intero lavoro. Dalla terra come elemento
femminile al cerchio combinato col quadrato che richiama la dinamica della dialettica
tra celeste trascendente a cui aspira l’essere umano e la Terra su cui
si trova in questo momento. Dai punti cardinali, quali estensione sulla circonferenza
del centro del cerchio, che rendono manifeste le direzioni dello spazio, all’obliquità
dei pali conficcati nella terra che dinamicamente proiettano questi punti verso
il cielo aprendosi all’infinito. E poi ancora possiamo immaginare una piramide
il cui vertice è posto nel cuore della terra e la cui base proietta nel
cosmo la dimensione terrena e viceversa l’universale arriva a noi attraverso
il cielo. Molto si potrebbe ancora dire con le parole, ma non è nostra
intenzione ricondurre tutto a meri concetti o speculazioni intellettuali; lasciamo
che questo lavoro “parli” al cuore e all’intimo di colui che,
concedendosi una pausa nella frenesia quotidiana, si ferma a guardare riscoprendo
verità semplici, ma essenziali.

Titolo opera: Il Grido degli Ulivi (2002)
Tipologia: installazione misura ambiente
Artisti: Karen Biasca, Paolo Boschetti, Marisa Casellini, Flavia Zanetti
Esposizione: In-coscienza – dieci anni di attività dell’Officina
Luogo: Officinaarte, Magliaso
Date: 2 novembre – 1 ottobre 2006
Catalogo: In-coscienza: Dieci anni di attività dell’Officina,
a cura di Gianluigi Bellei, Magliaso, 2002.
Descrizione: “[…] Il Grido degli Ulivi è il terzo
lavoro del gruppo [Ugualeuno] e consiste in un’installazione musicale accorpata,
separatamente, ad un’altra di carattere plastico. Diverse modalità
di espressione quindi, col tentativo di ridurre l’impatto visivo al minimo
per dare un senso forte all’assordante vociferare delle immagini che toglie
consapevolezza al messaggio. Un metodo certo spiazzante per porre l’accento
su ciò che oggi non sembra più un dramma, ma semplicemente una
parte della finzione mediatica. Il Grido degli Ulivi ci porta in Palestina
e precisamente a Birzeit, ove gli israeliani sradicano e distruggono centinaia
di alberi che sono l’identificazione con la terra e la natura dei suoi
abitanti. Questo grido di dolore è attorno a noi, ma certo, spesso, non
lo sentiamo. Come non sentiamo più le centinaia e migliaia di invocazioni
che salgono da chi non ha più voce e muore nelle guerre e nella fame
oltre, ma non solo, i nostri confini. Il Gruppo Ugualeuno ci riporta per questo
alla radice del problema estetico e nelle scelte, dandone forza, ci pone di
fronte alla nostre responsabilità. Perché l’arte, se è
tale, deve aiutare a riflettere e deve confrontarsi con la vita; sorridere a
ciò che rimane ma pure, come scrive Sumaya Farhat-Naser, incoraggiare
a resistere e a sopravvivere per tornare da quegli ulivi – e non solo –
chiamati nome per nome come in nostri figli e quelli degli altri […]”
(Gianluigi Bellei, 2002)
Titolo opera: Paline (parte 2., 2004)
Tipologia: installazione
Artisti: Karen Biasca, Marisa Casellini, Dina Moretti, Flavia Zanetti
Manifestazione: Giornata per la Pace
Organizzazione: Fondazione Gaiamama
Luogo: Monte Verità, Ascona
Data: 11 settembre 2004
Documentazione: “Giornata per la Pace al Monte Verità”,
in Il Foglione, N. 99 settembre 2004, inserto (versione
integrale, pdf)
Descrizione: “Con il patrocinio di organismi internazionali quali
l’Unesco e la World Peace Prayer Society ha avuto luogo sabato 11 settembre,
ad Ascona nel parco del Monte Verità, una manifestazione, ma anche una
grande festa, per la pace: una sfida al terrorismo, lanciata in una data che
nella memoria collettiva è ormani diventata un simbolo. Tra interventi
musicali, conferenze, produzioni artistiche e animazioni diverse, il gruppo
delle artiste =1 ha donato la loro opera presentata per la prima volta a Bellinzona,
nei Giardinetti tra il Palazzo delle Orsoline e il Teatro della città
nel 2000, in occasione della Marcia Mondiale delle Donne (in collaborazione
con le Donne per la Pace – Ticino). […] L’opera del gruppo =1
“Paline” o “Modine” che dir si voglia, donata dalle artiste
e ora inserita nel parco del Monte Verità, è intesa come l’avvio
di una costruzione nuova: in questo caso la costruzione di un mondo pacifico.
L’arduo cammino che porta alla serenità e alla pace è un
cammino per tutti, per tutte e di tutte, l’artista ne prefigura solo l’andamento.
Oggi la responsabilità dell’artista è forse quella di preconizzare
ciò che sarà nella natura non più per fare dell’arte
contemporanea, ma dell’arte futuribile basata sugli eterni valori umani
essenziali come la pace” (“Giornata per la Pace al Monte Verità”,
in Il Foglione, N. 99 settembre 2004, inserto)
Titolo opera: Cotton N.Y. (parte 1., 2004)
Tipologia: installazione misura ambiente
Artisti: Marisa Casellini, Nunzia Tirelli, Flavia Zanetti
Manifestazione: Violenza sulle donne - Campagna annuale Amnesty International
Organizzazione: Amnesty International
Luogo: Piazza del Sole - Bellinzona
Data: 6 marzo 2004
Descrizione: Le origini della festa dell’8 marzo risalgono al 1908,
quando le operaie dell’industria tessile Cotton di New York scioperarono
per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare.
Lo sciopero si protrasse alcuni giorni ma l’8 marzo il proprietario Mr
Johnson bloccò le porte della fabbrica per impedire loro di uscire. Scoppiò
un incendio e le 129 operaie prigioniere morirono arse vive dalle fiamme. Tra
loro vi erano molte immigrate che cercavano di affrancarsi col loro lavoro dalla
miseria dei loro stati d’origine in Europa. In ricordo di questa tragedia,
Rosa Luxembourg propose questa data come giornata internazionale di lotta e
riflessione a favore delle donne. Il lavoro del gruppo Ugualeuno sostiene il
messaggio forte e necessario di Amnesty International. Marisa Casellini, Flavia
Zanetti – artiste visive – e Nunzia – artista attrice –
aderiscono con naturalezza a tematiche politiche e sociali, convinte che attraverso
l’arte si testimonia il proprio tempo e si lascia qualche traccia nella
mente dell’Uomo. Con materiale ricuperato in un’industria tessile
di disuso di Melano, l’AMSA dei Signori Pilar e Wolfgang Spora, ricreano
l’ambiente e testimoniano con gesti simbolici l’evento. Alle ore 11
in pratica si “sbloccheranno le porte della fabbrica Cotton N.Y.”
I presenti avranno la possibilità di farsi partecipi per poi diffondere
il messaggio di Amnesty International e quello di Ugualeuno accomunati in questa
occasione di profondo sostegno reciproco.


Titolo opera-esposizione: Cotton N.Y. (parte 2., 2005)
Tipologia: fotografia digitale
Artisti: Marisa Casellini, Nunzia Tirelli, Flavia Zanetti
Luogo: spazio oloap, Morges (VD)
Date: giugno 2005
Descrizione: Documento fotografico inerente l'installazione eseguita
in Piazza del Sole a Bellinzona il 6 marzo 2004 e presentato nella vetrina oloap
di Morges (VD).
Titolo opera-esposizione: Cre Cre (parte 1., 2006)
Tipologia: installazione-percorso misura ambiente
Artisti: Paolo Boschetti, Marisa Casellini, Markus Otz, Stefano Scarabello,
Flavia Zanetti
Luogo: Officinaarte, Magliaso
Date: 2 novembre – 1 ottobre 2006
Descrizione: Cre Cre è un percorso progettato per gli spazi
esterni e interni della galleria Officinaarte a Magliaso che propone una metafora
sul cambiamento che risponde sia a lle esigenze del CREscere, CREare, CREdere,…sia
all'ineluttabilità - non sempre ben accetta - del CREpare… L'intervento
si articola sulla dicotomia natura-arte, fuori-dentro e s' interroga su vari
perché: perché crescere creare incrementare credere? perché
passivamente non scremare decrescere rinunciare? perché cinque artisti
visivi con interessi diseguali quali musica, incisione, scenografia, performance,
fotografia trovano un notevole rapporto empatico fondendo pensiero e mezzi espressivi
in un' azione interessantissima di continua modifica protrattasi fino al giorno
d'apertura al pubblico? La risposta è apparentemente semplice e spiegata
dall'aforisma di Marisa Casellini: "non è più tempo di artisti
è tempo di coscienze".


Titolo opera: Orgogliopunzia (2006)
Tipologia: installazione mobile misura ambiente
Artisti: Paolo Boschetti, Marisa Casellini, Markus Otz, Stefano Scarabello,
Flavia Zanetti
Esposizione: In Vista - Mostra di progetti d'arte sul territorio ticinese
Organizzazione: Visarte (gruppo regionale ticinese)
Lugo: Castel Grande, Bellinzona
Date: 22 dicembre 2006 – 30 gennaio 2007
Sponsorizzazione: Ferrovia Monte Generoso S.A
Documentazione: locandina (pdf)
Catalogo: In Vista : Progetti di interventi artistici in spazi pubblici,
Visarte, 2006 (versione elettronica, pdf)
Descrizione: Il progetto Orgogliopunzia - ideato per la ferrovia
Monte Generoso S.A. - punge nel vivo! Grandi fotografie di opunzie circoscrivono
l'esterno del convoglio ferroviario, mentre suoni, video, fichi d'india sospesi,
giochi a incastro e ricami completano la parte interna. Ugualeuno evita ingombro
e monumentalità, proponendo la sua opera mobile e vitale: non a caso,
in uno deil luoghi naturali più esclusivi e intensi della nostra regione.
Orgogliopunzia collega arte-vita-turismo-natura con un segno graffiante,
a supporto dell'idea necessaria di rispetto della natura, mettendo l'arte al
suo servizio. La talea da cui trae origine l'opunzia esposta proviene dalla
piantagione Paradise di Bolognano (Abruzzo), opera concettuale creata nel 1984
dall'artista tedesco Joseph Beuys.

Titolo opera: Monogramma (1996/2006)
Tipologia: scultura
Esposizione: Chère Louise
Artista: Marisa Casellini
Luogo: Museo comunale d’Arte Moderna, Ascona
Data: 6-30 dicembre 2006
Descrizione: "[...] Le cose ci parlano di ieri, sono la tradizione
di oggi, tradotte sono il comportamento e la consegna d'informazioni e sapere,
consuetudini, conservazione di memorie sotto forma di virtù (tra cui
la bellezza delle cose semplici) e di piccole percezioni. L'atto concreto del
ricordo è presentato fisicamente con oggetticomuni, cose-idee che non
sono più, ma che l'artista rispolvera e come la cera che conserva l'impronta,
accoglie in sé, per renderle attuali, qui ed ora. Difatti più
che alla storia dell'arte (come non pensare a tutta la tradizione di riduzione
del segno e alla monocromia di tanta arte del recente passato - tra gli altri
gli Achrome di Manzoni, i monocromi di Schifano, le superfici trapuntate
con rilievi di Castellani, o ancora le rigorose tensioni mentali delle opere
di Lo Savio) guarda alla grande Storia e al microcosmo del proprio vissuto,
riflesso di ogni altra cosa; il mondo della famiglia e la sua storia privata.
Le tendenze minimaliste, riduzioniste ed analitiche dell'azzeramento delle pulsioni
espressive ed emotive del gesto e della materia degli autori sopra accennati
sono sì il substrato e la memoria artistica di queste opere, ma il loro
ricordo denunciato solo dall'aspetto formale è qui superato e rinnegato
dal senso profondo di humanitas che pervade il suo lavoro; il vissuto,
la 'mia memoria', come realtà di nuove possibilità perché
'dato cha la memoria è selettiva sembra che possa lavorare meglio con
i ricordi che col presente, che ci opprime e ci molesta' (J.L. Borges) [...]
" (Luca Scarabelli in: Buon Giorno - Esposizione di Marisa Casellini,
29 novembre - 22 dicembre 1996 "La Casa" di Vaglio)
Titolo opera-esposizione: Cre Cre (parte 2., 2007)
Tipologia: installazione-percorso misura ambiente
Artisti: Paolo Boschetti, Marisa Casellini, Markus Otz, Stefano Scarabello,
Flavia Zanetti
Luogo: Spazio Tronci, Milano
Data: 10 ottobre - 7 novembre, 2007
Descrizione: L’esposizione Cre Cre presentata nel 2006 all’Officina arte
di Magliaso-Lugano viene riproposta e adattata agli spazi espositivi milanesi
di Marco Tronci.

Titolo opera-esposizione: "A TAPPETO"
Tipologia: Installazione e Movimento - A Sostegno della Campagna Cantonale Euro 08 Contro la Tratta delle Donne
Artisti: Ugualeuno: Paolo Boschetti, Marisa Casellini, Markus Otz,
Flavia Zanetti; Con-Creta: Barbara Calusio, Diego Willy Corna, Anna Kiskanc, Margherita Schoch, Ivana Taglioni, Nunzia Tirelli.
Luogo: Piazza Governo Bellinzona
Data: 6 giugno, 2008
Descrizione: L’allestimento, realizzato
con blocchi di ghiaccio riciclato, si scioglie, “va a
tappeto” e non rimane come inutile monumento celebrativo.
Azione che implica un comportamento etico di fondo: l’urgenza e
l’emergenza di evidenziare il grave problema ancora e volutamente
troppo nascosto (La tratta delle donne).
Il ghiaccio è stato scelto anche come simbolo di trasparenza per
tutte quelle realtà negative che riguardano l’intera
umanità.
L’arte come indicatore responsabile avverte e segnala ciò
che tutti più o meno conosciamo ma in modo superficiale e
confuso.
Intervento in movimento Con-Creta e figuranti: L’azione scenica si collega all’installazione e diviene rituale.
I figuranti in bianco depositano i loro corpi ricreando il tappeto, luogo di trasformazione.
Il pallone-mondo trasparente, nel suo viaggiare sui corpi ne raccoglie il silenzio liberando le voci.


les jeux sont faits
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