Gruppo Ugualeuno (=1)


Il gruppo Ugualeuno è stato creato nel 1998 per intervenire su territorio pubblico collegando l'arte a temi politici-sociali ambientali e per rispondere a sollecitazioni che volta per volta si presentano stimolanti e culturalmente valide. Sua peculiarità è quella di associare o staccare da sé artisti in funzione del progetto da realizzare.
Ha sede presso Officinaarte a Magliaso.

Artisti e collaboratori del Gruppo =1

Cofondatrici:
Karen Biasca, Marisa Casellini, Dina Moretti, Flavia Zanetti;

Collaboratori:
Gianluigi Bellei, Paolo Boschetti, Nicole Maffeis, Dina Moretti, Daiana Nadal, Markus Otz, Piero Regolatti,
Luca Scarabelli
, Stefano Scarabello, Veronica Tanzi, Nunzia Tirelli, Maria Will, Alo Zanetta;

Attualmente i membri stabili del gruppo sono:
Paolo Boschetti, Marisa Casellini, Veronica Tanzi e Flavia Zanetti.



Esposizioni

1998: =1 (parte 1.) – Aeroporto di Lugano-Agno & Officinaarte, Magliaso
1998: =1 (parte 2.) – Università della Svizzera Italiana (USI), Lugano
2000: Paline (parte 1.) – Marcia Mondiale delle Donne, Piazza del Governo, Bellinzona
2002: Cotton N.Y. (parte 1.) – Amnesty International, Bellinzona
2002: Il Grido degli Ulivi – Officinaarte, Magliaso
2004: Paline (parte 2.) – Parco Monte Verità, Ascona
2005: Cotton N.Y. (parte 2.) – Spazio oloap, Morges (VD)
2006: Cre Cre (parte 1.) – Officinaarte, Magliaso
2006: Orgogliopunzia – Castel Grande, Bellinzona e a  Mendrisio, presso Coop Hobby, 2007
2006: Monogramma – Museo d'arte moderna, Ascona
2007: Cre Cre (parte 2.) – Spazio Tronci, Milano
2008: A TAPPETO – Piazza Governo, Bellinzona
2009: les jeux sont faits – Officinaarte, Magliaso
2010: libera-bontà/bontà-libera - Museo in erba, Bellinzona


 


Titolo esposizione: =1 (parte 1., 1998)
Artisti: Karen Biasca, Marisa Casellini, Dina Moretti, Flavia Zanetti
Luogo: Aeroporto di Lugano-Agno  & Officinaarte, Magliaso
Data: 6-27 novembre 1998
Documentazione: elenco delle opere esposte (pdf) ; invito-locandina (pdf) ; descrizione esposizione: versione tedesca (pdf) e versione inglese (pdf)
Descrizione: La mostra =1 è il risultato di un anno di lavoro, di collaborazione e, fortunatamente, anche di sostegno da parte di Enti e Ditte che si sono prodigate per la buona realizzazione di quest’esposizione. L’=1 è stato un tentativo di sommare quattro unità, quattro sforzi individuali, quattro esperienze di vita per ottenere un’idea che prendesse corpo in un lavoro. Molti furono gli interrogativi iniziali e le discussioni per cercare di centralizzare le nostre energie e trovare una sorta di “fil rouge” comune attorno al quale lavorare. Fin dalle prime battute ci siamo rese conto della complessità della comunicazione: abbiamo dovuto innazitutto liberarci di una visione egocentrica delle cose per poterci mettere in autentica relazione con noi stesse e col lavoro. In un momento di evoluzione tecnologica come quello odierno, in cui sembrano superati tutti i limiti della comunicazione, ci accorgiamo di come, invece, la comunicazione più autentica tra gli esseri umani è sempre la più sfavorita e la più difficile da instaurare. =1 è stato il titolo che abbiamo voluto dare alla mostra, ma è stato anche l’accettare una sfida. Il lavorare assieme ad un’unica opera richiede volontà e ricerca di comunicazione prima di tutto con noi stesse, poi tra noi, per arrivare al pubblico. Il primo impegno è stato quindi quello di cercare di realizzare l’=1 in noi stesse tentando di porre in armonia l’essere con fare, la materia con lo spirito. L’Aeroporto ci è subito sembrato il luogo di partenza ideale. Questo luogo può infatti essere visto come insieme di individualità che vivono in modo molto concreto il rapporto spazio-tempo. Il lavoro con l’uso dello specchio ci ha permesso di focalizzare il rapporto spazio-tempo suo “qui e adesso”. Lo specchio ti obbliga alla sosta, ti obbliga a fermarti e rimanda l’immagine del “qui e adesso” che va a completare il “dove e quando” suggerito dall’Aeroporto. Il pozzo ci è sembrato la concretizzazione migliore di quest’idea. Il pozzo permette di celare la visione del fondo riservandola solo a coloro che permettono alla loro curiosità di lasciarsi guidare per guardare fino in fondo. Tutto ciò si carica di contenuti: accanto alle certezze sorgono dubbi e domande. Il pozzo richiama alla profondità della Terra e ciò che vi si riflette richiama la profondità del Cielo: un collegamento tra cielo e terra che ben ritroviamo anche nell’immagine dell’Aeroporto. Dopo questa prima parte di lavoro comune, la nostra creatività è stata sollecitata ad elaborare ulteriormente queste idee riportando il tutto ad una dimensione individuale di approfondimento. E questo è il lavoro presente in Galleria. La proiezione di una video-registrazione degli “spettatori di se stessi” ci è sembrata una buona opportunità per porre lo spettatore, che prima era concentrato su se stesso, fuori da sé completando la visione di sé per rapporto a ciò che ci circonda. Da questa visione abbiamo poi allestito una sala della Galleria presentando interpretazioni del tutto personali di uno o più vissuti, arricchite dda questa nuova esperienza che ci ha dimostrato e speriamo dimostri, tra l’altro, la possibilità di unità nella molteplicità.


    


Titolo esposizione: =1 (parte 2., 1998)
Artisti: Karen Biasca, Marisa Casellini, Dina Moretti, Flavia Zanetti
Organizzazione: Università della Svizzera Italiana (USI)
Luogo: USI, Lugano
Data: 9-25 novembre 1998
Descrizione: L’esposizione =1 – dopo l’Aeroporto di Lugano-Agno e l’Officina arte di Magliaso – è riproposta all’Università della Svizzera Italiana (Centro Civico) nel parco e nell’atrio del primo piano.



Titolo opera:
Paline (parte 1., 2000)
Tipologia: installazione
Artisti: Karen Biasca, Marisa Casellini, Dina Moretti, Flavia Zanetti
Manifestazione: Marcia Mondiale delle Donne
Organizzazione: Donne per la Pace ; Comune di Bellinzona
Luogo: Piazza del Governo, Bellinzona
Data: 18 marzo 2000
Altri siti: http://www.marche-mondiale.ch/
Documentazione: Maria Will, “Sebben che siamo donne” in Azione, 15 marzo 2000 ; Gianluigi Bellei, “Quattro artiste per la pace fra costruzione e simbolismo” in La Regione Ticino, 1 aprile 2000.
Descrizione: Il lavoro presentato a Bellinzona in piazza del Governo è parte integrante delle manisfestazioni per la Marcia Mondiale 2000 delle Donne Ticino. Si tratta di un lavoro basato sull’essenzialità: esso è infatti costituito da quattro grossi pali conficcati obliquamente in un cerchio di terra, nelle posizioni corrispondenti ai quatto punti cardinali. Di lettura immediata sono il cerchio (terra), il quadrato (i cui spigoli sono marcati dai quattro punti di contatto dei pali con la terra) e l’obliquità. È sul dialogo delle diverse componenti simboliche di questi elementi che si articola in modo armonico l’intero lavoro. Dalla terra come elemento femminile al cerchio combinato col quadrato che richiama la dinamica della dialettica tra celeste trascendente a cui aspira l’essere umano e la Terra su cui si trova in questo momento. Dai punti cardinali, quali estensione sulla circonferenza del centro del cerchio, che rendono manifeste le direzioni dello spazio, all’obliquità dei pali conficcati nella terra che dinamicamente proiettano questi punti verso il cielo aprendosi all’infinito. E poi ancora possiamo immaginare una piramide il cui vertice è posto nel cuore della terra e la cui base proietta nel cosmo la dimensione terrena e viceversa l’universale arriva a noi attraverso il cielo. Molto si potrebbe ancora dire con le parole, ma non è nostra intenzione ricondurre tutto a meri concetti o speculazioni intellettuali; lasciamo che questo lavoro “parli” al cuore e all’intimo di colui che, concedendosi una pausa nella frenesia quotidiana, si ferma a guardare riscoprendo verità semplici, ma essenziali.


 



Titolo opera:
Il Grido degli Ulivi (2002)
Tipologia: installazione misura ambiente
Artisti: Karen Biasca, Paolo Boschetti, Marisa Casellini, Flavia Zanetti
Esposizione: In-coscienza – dieci anni di attività dell’Officina
Luogo: Officinaarte, Magliaso 
Date: 2 novembre – 1 ottobre 2006
Catalogo: In-coscienza: Dieci anni di attività dell’Officina, a cura di Gianluigi Bellei, Magliaso, 2002.
Descrizione: “[…] Il Grido degli Ulivi è il terzo lavoro del gruppo [Ugualeuno] e consiste in un’installazione musicale accorpata, separatamente, ad un’altra di carattere plastico. Diverse modalità di espressione quindi, col tentativo di ridurre l’impatto visivo al minimo per dare un senso forte all’assordante vociferare delle immagini che toglie consapevolezza al messaggio. Un metodo certo spiazzante per porre l’accento su ciò che oggi non sembra più un dramma, ma semplicemente una parte della finzione mediatica. Il Grido degli Ulivi ci porta in Palestina e precisamente a Birzeit, ove gli israeliani sradicano e distruggono centinaia di alberi che sono l’identificazione con la terra e la natura dei suoi abitanti. Questo grido di dolore è attorno a noi, ma certo, spesso, non lo sentiamo. Come non sentiamo più le centinaia e migliaia di invocazioni che salgono da chi non ha più voce e muore nelle guerre e nella fame oltre, ma non solo, i nostri confini. Il Gruppo Ugualeuno ci riporta per questo alla radice del problema estetico e nelle scelte, dandone forza, ci pone di fronte alla nostre responsabilità. Perché l’arte, se è tale, deve aiutare a riflettere e deve confrontarsi con la vita; sorridere a ciò che rimane ma pure, come scrive Sumaya Farhat-Naser, incoraggiare a resistere e a sopravvivere per tornare da quegli ulivi – e non solo – chiamati nome per nome come in nostri figli e quelli degli altri […]” (Gianluigi Bellei, 2002)


    



Titolo opera:
Paline (parte 2., 2004)
Tipologia: installazione
Artisti: Karen Biasca, Marisa Casellini, Dina Moretti, Flavia Zanetti
Manifestazione: Giornata per la Pace
Organizzazione: Fondazione Gaiamama
Luogo: Monte Verità, Ascona 
Data: 11 settembre 2004
Documentazione: “Giornata per la Pace al Monte Verità”, in Il Foglione, N. 99 settembre 2004, inserto (versione integrale, pdf)
Descrizione: “Con il patrocinio di organismi internazionali quali l’Unesco e la World Peace Prayer Society ha avuto luogo sabato 11 settembre, ad Ascona nel parco del Monte Verità, una manifestazione, ma anche una grande festa, per la pace: una sfida al terrorismo, lanciata in una data che nella memoria collettiva è ormani diventata un simbolo. Tra interventi musicali, conferenze, produzioni artistiche e animazioni diverse, il gruppo delle artiste =1 ha donato la loro opera presentata per la prima volta a Bellinzona, nei Giardinetti tra il Palazzo delle Orsoline e il Teatro della città nel 2000, in occasione della Marcia Mondiale delle Donne (in collaborazione con le Donne per la Pace – Ticino). […] L’opera del gruppo =1 “Paline” o “Modine” che dir si voglia, donata dalle artiste e ora inserita nel parco del Monte Verità, è intesa come l’avvio di una costruzione nuova: in questo caso la costruzione di un mondo pacifico. L’arduo cammino che porta alla serenità e alla pace è un cammino per tutti, per tutte e di tutte, l’artista ne prefigura solo l’andamento. Oggi la responsabilità dell’artista è forse quella di preconizzare ciò che sarà nella natura non più per fare dell’arte contemporanea, ma dell’arte futuribile basata sugli eterni valori umani essenziali come la pace” (“Giornata per la Pace al Monte Verità”, in Il Foglione, N. 99 settembre 2004, inserto)



Titolo opera:
Cotton N.Y. (parte 1., 2004)
Tipologia: installazione misura ambiente
Artisti: Marisa Casellini, Nunzia Tirelli, Flavia Zanetti
Manifestazione: Violenza sulle donne - Campagna annuale Amnesty International
Organizzazione: Amnesty International
Luogo: Piazza del Sole - Bellinzona
Data: 6 marzo 2004
Descrizione: Le origini della festa dell’8 marzo risalgono al 1908, quando le operaie dell’industria tessile Cotton di New York scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse alcuni giorni ma l’8 marzo il proprietario Mr Johnson bloccò le porte della fabbrica per impedire loro di uscire. Scoppiò un incendio e le 129 operaie prigioniere morirono arse vive dalle fiamme. Tra loro vi erano molte immigrate che cercavano di affrancarsi col loro lavoro dalla miseria dei loro stati d’origine in Europa. In ricordo di questa tragedia, Rosa Luxembourg propose questa data come giornata internazionale di lotta e riflessione a favore delle donne. Il lavoro del gruppo Ugualeuno sostiene il messaggio forte e necessario di Amnesty International. Marisa Casellini, Flavia Zanetti – artiste visive – e Nunzia – artista attrice – aderiscono con naturalezza a tematiche politiche e sociali, convinte che attraverso l’arte si testimonia il proprio tempo e si lascia qualche traccia nella mente dell’Uomo. Con materiale ricuperato in un’industria tessile di disuso di Melano, l’AMSA dei Signori Pilar e Wolfgang Spora, ricreano l’ambiente e testimoniano con gesti simbolici l’evento. Alle ore 11 in pratica si “sbloccheranno le porte della fabbrica Cotton N.Y.” I presenti avranno la possibilità di farsi partecipi per poi diffondere il messaggio di Amnesty International e quello di Ugualeuno accomunati in questa occasione di profondo sostegno reciproco.

 



Titolo opera-esposizione:
Cotton N.Y. (parte 2., 2005)
Tipologia: fotografia digitale
Artisti: Marisa Casellini, Nunzia Tirelli, Flavia Zanetti
Luogo: spazio oloap, Morges (VD) 
Date: giugno 2005
Descrizione: Documento fotografico inerente l'installazione eseguita in Piazza del Sole a Bellinzona il 6 marzo 2004 e presentato nella vetrina oloap di Morges (VD).





Titolo opera-esposizione:
Cre Cre (parte 1., 2006)
Tipologia:
installazione-percorso misura ambiente
Artisti: Paolo Boschetti, Marisa Casellini, Markus Otz, Stefano Scarabello, Flavia Zanetti
Luogo: Officinaarte, Magliaso
Date: 2 novembre – 1 ottobre 2006
Descrizione: Cre Cre è un percorso progettato per gli spazi esterni e interni della galleria Officinaarte a Magliaso che propone una metafora sul cambiamento che risponde sia a lle esigenze del CREscere, CREare, CREdere,…sia all'ineluttabilità - non sempre ben accetta - del CREpare… L'intervento si articola sulla dicotomia natura-arte, fuori-dentro e s' interroga su vari perché: perché crescere creare incrementare credere? perché passivamente non scremare decrescere rinunciare? perché cinque artisti visivi con interessi diseguali quali musica, incisione, scenografia, performance, fotografia trovano un notevole rapporto empatico fondendo pensiero e mezzi espressivi in un' azione interessantissima di continua modifica protrattasi fino al giorno d'apertura al pubblico? La risposta è apparentemente semplice e spiegata dall'aforisma di Marisa Casellini: "non è più tempo di artisti è tempo di coscienze".

 

   

   


Titolo opera: Orgogliopunzia (2006)
Tipologia: installazione mobile misura ambiente
Artisti: Paolo Boschetti, Marisa Casellini, Markus Otz, Stefano Scarabello, Flavia Zanetti
Esposizione: In Vista - Mostra di progetti d'arte sul territorio ticinese
Organizzazione: Visarte (gruppo regionale ticinese)
Lugo: Castel Grande, Bellinzona
Date: 22 dicembre 2006 – 30 gennaio 2007
Sponsorizzazione: Ferrovia Monte Generoso S.A 
Documentazione: locandina (pdf)
Catalogo: In Vista : Progetti di interventi artistici in spazi pubblici, Visarte, 2006 (versione elettronica, pdf)
Descrizione: Il progetto Orgogliopunzia - ideato per la ferrovia Monte Generoso S.A. - punge nel vivo! Grandi fotografie di opunzie circoscrivono l'esterno del convoglio ferroviario, mentre suoni, video, fichi d'india sospesi, giochi a incastro e ricami completano la parte interna. Ugualeuno evita ingombro e monumentalità, proponendo la sua opera mobile e vitale: non a caso, in uno deil luoghi naturali più esclusivi e intensi della nostra regione. Orgogliopunzia collega arte-vita-turismo-natura con un segno graffiante, a supporto dell'idea necessaria di rispetto della natura, mettendo l'arte al suo servizio. La talea da cui trae origine l'opunzia esposta proviene dalla piantagione Paradise di Bolognano (Abruzzo), opera concettuale creata nel 1984 dall'artista tedesco Joseph Beuys.

 




Titolo opera:
Monogramma (1996/2006)
Tipologia: scultura
Esposizione: Chère Louise
Artista: Marisa Casellini
Luogo: Museo comunale d’Arte Moderna, Ascona
Data: 6-30 dicembre 2006
Descrizione: "[...] Le cose ci parlano di ieri, sono la tradizione di oggi, tradotte sono il comportamento e la consegna d'informazioni e sapere, consuetudini, conservazione di memorie sotto forma di virtù (tra cui la bellezza delle cose semplici) e di piccole percezioni. L'atto concreto del ricordo è presentato fisicamente con oggetticomuni, cose-idee che non sono più, ma che l'artista rispolvera e come la cera che conserva l'impronta, accoglie in sé, per renderle attuali, qui ed ora. Difatti più che alla storia dell'arte (come non pensare a tutta la tradizione di riduzione del segno e alla monocromia di tanta arte del recente passato - tra gli altri gli Achrome di Manzoni, i monocromi di Schifano, le superfici trapuntate con rilievi di Castellani, o ancora le rigorose tensioni mentali delle opere di Lo Savio) guarda alla grande Storia e al microcosmo del proprio vissuto, riflesso di ogni altra cosa; il mondo della famiglia e la sua storia privata. Le tendenze minimaliste, riduzioniste ed analitiche dell'azzeramento delle pulsioni espressive ed emotive del gesto e della materia degli autori sopra accennati sono sì il substrato e la memoria artistica di queste opere, ma il loro ricordo denunciato solo dall'aspetto formale è qui superato e rinnegato dal senso profondo di humanitas che pervade il suo lavoro; il vissuto, la 'mia memoria', come realtà di nuove possibilità perché 'dato cha la memoria è selettiva sembra che possa lavorare meglio con i ricordi che col presente, che ci opprime e ci molesta' (J.L. Borges) [...] " (Luca Scarabelli in: Buon Giorno - Esposizione di Marisa Casellini, 29 novembre - 22 dicembre 1996 "La Casa" di Vaglio)








Titolo opera-esposizione:
Cre Cre (parte 2., 2007)
Tipologia: installazione-percorso misura ambiente
Artisti: Paolo Boschetti, Marisa Casellini, Markus Otz, Stefano Scarabello, Flavia Zanetti
Luogo: Spazio Tronci, Milano
Data: 10 ottobre - 7 novembre, 2007
Descrizione: L’esposizione Cre Cre presentata nel 2006 all’Officina arte di Magliaso-Lugano viene riproposta e adattata agli spazi espositivi milanesi di Marco Tronci.             

Titolo opera-esposizione: "A TAPPETO"
Tipologia: Installazione e Movimento - A Sostegno della Campagna Cantonale Euro 08 Contro la Tratta delle Donne
Artisti: Ugualeuno: Paolo Boschetti, Marisa Casellini, Markus Otz, Flavia Zanetti; Con-Creta: Barbara Calusio, Diego Willy Corna, Anna Kiskanc, Margherita Schoch, Ivana Taglioni, Nunzia Tirelli.
Luogo: Piazza Governo Bellinzona
Data: 6 giugno, 2008
Descrizione: L’allestimento, realizzato con blocchi di ghiaccio riciclato, si scioglie, “va a tappeto” e non rimane come inutile monumento celebrativo.
Azione che implica un comportamento etico di fondo: l’urgenza e l’emergenza di evidenziare il grave problema ancora e volutamente troppo nascosto (La tratta delle donne).
Il ghiaccio è stato scelto anche come simbolo di trasparenza per tutte quelle realtà negative che riguardano l’intera umanità.
L’arte come indicatore responsabile avverte e segnala ciò che tutti più o meno conosciamo ma  in modo superficiale e confuso.
Intervento in movimento Con-Creta e figuranti: L’azione scenica si collega all’installazione e diviene rituale.
I figuranti in bianco depositano i loro corpi ricreando il tappeto, luogo di trasformazione.
Il pallone-mondo trasparente, nel suo viaggiare sui corpi ne raccoglie il silenzio liberando le voci.

Comunicato (.doc)


les jeux sont faits

Titolo opera: les jeux sont faits
Tipologia: Installazione - A favore di Demetra
Artisti: Ugualeuno
Luogo: Officinaarte, Magliaso
Data: 2009
Descrizione: Il  mondo senza il male. Oppure il posto del bene e il posto del male.
L’apparente teatro della vita ci porta a desiderare-confezionare il lato giocoso dell’esistenza per avere la forza di sopportare la cruda realtà.
La bitumiera suggerisce il mondo che gira mettendo in scena ora il bene ora il male. Ricorda il cemento che nasconde tutto ciò che non si deve vedere, proprio come nel caso delle piccole vittime nascoste nel loro silenzio.
Fa rumore in contrasto con il suono infantile, ripetitivo, musicale, ritmato della semisfera rossa posta all’esterno.
La macchina, colma di scatoline con pupazzi, in questo caso parla e il cemento immaginario ci svela ciò che un tempo aveva nascosto e come per incanto, per magia, les jeux sont faits, produce e distribuisce segni e simboli da non dimenticare.

I 133 oggetti realizzati dagli artisti di Ugualeuno sono messi in vendita a Frs 13 l’uno a favore di Demetra,
con l’aiuto della performista-venditrice Daiana Nadal, per l’occasione collaboratrice del gruppo.


Il corpo è un carniere di segni, il segno è un corpo disincantato
(J. Baudrillard, “Lo scambio simbolico e la morte”, 1976 p. 113.


Ugualeuno: les jeux sont faits

Ugualeuno: les jeux sont faits

Ugualeuno: les jeux sont faits

Ugualeuno: les jeux sont faits

Ugualeuno: les jeux sont faits

Ugualeuno: les jeux sont faits

Titolo opera: libera-bontà/bontà-libera
Tipologia: Primo premio assoluto al concorso 2010 per le scuole  medie cantonali indetto da Amnesty International (Sezione Ticino)
Tema: (In)segnami un diritto
Vincitore: Elena Mafferetti, Novaggio, IV media  Bedigliora
Artisti: Ugualeuno: Paolo Boschetti, Marisa Casellini, Veronica Tanzi, Flavia Zanetti
Luogo: Museo in erba, Bellinzona
Data: 5 maggio 2010
Descrizione: L’opera “libera-bontà/bontà-libera” è stato realizzato dal gruppo =1 per la premiazione del concorso “In-segnami un diritto”, rivolto alle Scuole medie del Canton Ticino ed organizzato da Amnesty International in collaborazione con il Centro didattico del Dipartimento Educazione Cultura e Sport (DECS). Il lavoro è scaturito dalla riflessione comune sulla capacità umana d’imparare ciò che dovrebbe conoscere e rispettare da sempre. Senza analizzare situazioni lontane o complesse, si può constatare che il primo dei diritti umani – il diritto alla vita – non viene da tutti rispettato anche nel nostro paese, considerato come democraticamente civile ed emancipato. La chiave non è forse quella del conoscere, rispettare ed imparare per non assistere ad omicidi COMMESSI dal “nostro vicino di porta” o da noi stessi. Per l’occasione il nostro pensiero è rivolto alla libera-bontà con trasparenza, considerando l’inevitabile imperfezione di ogni azione che l’uomo compie nella sua bontà-libera e che ha il diritto e il dovere di evolvere cammin facendo.


Gruppo =1 “libera-bontà/bontà-libera“

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